Il gruppo del Partito popolare europeo del Comitato delle regioni
- sottolinea che la stabilità, la crescita e l'occupazione figurano tra le priorità assolute della presidenza irlandese del Consiglio UE, e sostiene l'impegno di tale presidenza verso una ripresa sostenibile dalla crisi che colpisce molti Stati membri;
- accoglie con favore la decisione del Consiglio europeo del 7-8 febbraio 2013 di lanciare un'iniziativa per l'occupazione giovanile supportata da 6 miliardi di euro nel periodo 2014-2020, in quanto rappresenta uno strumento importante per affrontare la difficile situazione dei giovani in talune regioni;
- accoglie con favore il pacchetto per l'occupazione giovanile, pubblicato dalla Commissione europea, e sostiene la proposta di raccomandazione del Consiglio relativa all'istituzione di una garanzia per i giovani; sottolinea l'importanza di collegare i sistemi di garanzia per i giovani con la mobilità giovanile tra gli Stati membri, rafforzando a questo proposito il ruolo dell'iniziativa faro Gioventù in movimento e degli enti regionali e locali;
- invita a sostenere gli Stati membri che si trovano attualmente in una fase di restrizioni di bilancio, e dove il tasso di disoccupazione è particolarmente elevato, con l'obiettivo di attuare in modo efficace le disposizioni della garanzia per i giovani;
- rammenta le proposte presentate dalla Commissione europea nel piano d'azione Imprenditorialità 2020, che dovrebbe rappresentare una via d'uscita dalla disoccupazione per i giovani europei; sottolinea che gli enti locali e regionali dovrebbero essere pienamente coinvolti nell'elaborazione e nell'attuazione delle azioni proposte nell'ambito dei tre pilastri;
- ritiene che il modello dell'economia sociale di mercato, basato su valori fondamentali per il PPE come la sussidiarietà e la solidarietà, possa rappresentare la via per affrontare la crisi, e innanzitutto i suoi effetti negativi sullo sviluppo economico e sull'occupazione giovanile;
riguardo al ruolo delle imprese per la crescita e l'occupazione nell'UE:
- rammenta che le imprese danno un contributo fondamentale alla crescita e all'occupazione; per realizzare gli obiettivi della strategia Europa 2020, bisogna puntare sia alla competitività che all'innovazione, incoraggiandole e promuovendole a livello regionale e locale;
- evidenzia la necessità di adottare delle misure a sostegno dei settori in grado di innovare e di creare posti di lavoro di qualità, come il mercato digitale e i servizi finanziari;
- ricorda che, nonostante la crisi, le piccole e medie imprese (PMI) hanno mantenuto il proprio ruolo di soggetti dinamici dell'economia europea. Infatti, con una quota pari al 98 % del totale delle imprese e 90 milioni di dipendenti, presentano un tasso elevato di investimenti nell'innovazione;
- è fermamente convinto che le start-up innovative rappresentino una risorsa fondamentale nella quale investire nei prossimi anni per sostenere la crescita, creare posti di lavoro di qualità e valide opportunità per tutti, nonché sensibilizzare i cittadini sui risultati concreti che si possono ottenere nelle loro città e regioni;
- invita ad adottare con urgenza una regolamentazione intelligente a livello europeo per sostenere le imprese europee, in particolare le PMI e le microimprese;
- è convinto che le nuove imprese innovative dovrebbero essere considerate come un ponte tra le università e le grandi industrie, tra le conoscenze tradizionali e la tecnologia, tra i giovani di talento e i dirigenti esperti, tra gli enti locali e regionali e gli investitori internazionali; invita quindi a istituire ulteriori partenariati pubblico-privati per far sì che tali sinergie siano più efficaci, orizzontali e indissolubili;
- sottolinea la necessità che le imprese europee si confrontino con le sfide della globalizzazione; insiste, quindi, sull'importanza di investire nella creazione di forti cluster regionali per agevolare la scambio di conoscenze e buone pratiche garantendo al tempo stesso la qualità inimitabile della produzione europea;
- sostiene l'idea di un mercato unico riformato, in cui vi siano disponibilità e impegno a livello politico. Occorre tenere conto delle diverse culture legislative e amministrative sin dall'inizio dei lavori preparatori della legislazione sul mercato unico, al fine di garantire un'attuazione efficace;
riguardo all'occupazione giovanile:
- sottolinea che un giovane su quattro nel mercato del lavoro non riesce a trovare un impiego, in molti casi restando disoccupato a lungo; invita pertanto gli enti regionali e locali a istituire dei centri per l'occupazione che offrano consulenza e formazione professionale ai giovani per garantire loro un migliore inserimento in un mercato del lavoro in costante trasformazione;
- sostiene l'idea di una maggiore mobilità lavorativa per i giovani lavoratori, convinto che essa possa accrescere le loro opportunità occupazionali. Rammenta tuttavia gli effetti pericolosi del dumping sociale, e invita ad assicurare una concorrenza leale e un trattamento paritario di tutti i lavoratori, come un pilastro fondamentale per creare un mercato unico del lavoro europeo sostenibile in tutti i settori;
- accoglie con favore la proposta della Commissione europea di una strategia dal titolo Ripensare l'istruzione, volta a garantite una migliore corrispondenza dell'istruzione alle esigenze degli studenti e al mercato del lavoro. Sottolinea quindi l'importanza di garantire un quadro efficace per tirocini e apprendistati di qualità elevata a livello locale, regionale e nazionale, al fine di colmare il divario dovuto al complesso passaggio dalla scuola al lavoro;
- incoraggia i giovani studenti a riflettere sulla possibilità di diventare imprenditori in futuro e a investire nel loro talento e nella loro creatività. Si può così promuovere l'ambiziosa cultura del lavoro autonomo, basata sui valori della responsabilità e dell'aspirazione a condizioni di vita migliori, nonché sulla capacità di reinventarsi costantemente.